NON SOLO AGO E FILO
Ogni sarta ha i suoi ferri del mestiere.
E non parlo solo di ago e filo.
Parlo di quegli strumenti che fanno la differenza tra un lavoro fatto…
e uno fatto bene.
Le forbici, per prime.
Devono essere le migliori che ti puoi permettere.
Tagliano il tessuto come fosse burro,
e la mano ringrazia.
Una per la stoffa, una per la carta, una per i fili.
Sì, tre forbici. E nessuna va confusa con l’altra.
È questione di rispetto: per la stoffa, per il lavoro.
Poi c’è lei, la scucipunti.
Piccola, aguzza, apparentemente innocua.
Ma quando serve, sa come farsi valere.
Deve essere appuntita, precisa, impugnabile con sicurezza.
Quando sbagli una cucitura, ti salva la giornata.
Il metro? Deve parlare due lingue: da una parte inizia da 1, dall’altra da 150.
Se non lo hai mai usato così, provalo.
Non torni più indietro.
Spilli.
Sul tavolo, nel cuscinetto, a volte pure nel polsino.
Lunghi, corti, testina colorata o invisibile.
Chi cuce lo sa: senza spilli, niente magia.
Righelli trasparenti con i buchi.
Li trovi nel quilting, ma sono perfetti anche per confezionare capi,
prendere misure al volo, fare curve dolci o precise.
Il bello? Vedi sempre quello che stai facendo.
E poi si marca.
Prima di tagliare, si segna.
Con la rotellina, con la carta carbone da tessuto, con la matita,
con quello che serve.
Basta che sia giusto per il tessuto.
Cotone rigido? Velina double-face e via con la rotellina.
Altre stoffe? Si cambia strumento.
Io tengo anche un rotolo di washi tape blu.
Lo uso per cucire linee dritte.
Piccolo trucco, grande risultato.


